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La Dimora del Santo, di Gianluca Veltri

Milano è città noir per vocazione. Milano sembra avere il noir nel suo DNA di città grande, dinamica, cosmopolita ma con irrimediabili scampoli di provincialismo. Le storie di Milano hanno un loro sapore, un loro odore, un’anima che mescola in mescele inedite e caratterizzanti asfalto e cotolette, smog e risotto. La serie di romanzi e storie milanesi, meritano approfondimenti a parte. Questo è il primo della serie.

Parte dalla più classica punta dell’iceberg, La Dimora del Santo, di Gianluca Veltri. Il ritrovamento del cadavere di una giovane donna presso il parco agricolo sud di Milano. La donna era una lap dancer e alla sua morte sembra essere legata la sparizione di una seconda donna, Alice, amica della vittima. Una trama tendenzialmente classica, che vede il coinvolgimento delle diverse pedine in campo a partire dallo scopritore del cadavere, Fulvio, fratello problematico e giocatore del protagonista principale del libro, l’ispettore Crespo, al secolo Lorenzo Marazzutti, il cui soprannome è testimone di mitiche e mai sopite passioni calcistiche.

Oltre a Crespo, alla sua famiglia, alla sua complessa e intensa relazione con l’ex prostituta Aurora, ritroviamo Milano. Città simbolo di tutta una generazione di autori di genere, partendo da Scerbanenco e scivolando di narrazione in narrazione da De Angelis a Ciabattini, da Signoroni a Pincketts fino alle pattuglie più recenti. Milano, nei romanzi di Veltri emerge con famigliarità, aiutato da uno stile semplice, a volte fotograficamente descrittivo.Uno stile che si sta ancora configurando ma che lascia una buona traccia, un’evocazione luminosa e innamorata di una città dalla personalità mutevole come quella di una bella donna, a volte un po’ troppo piena di se’. Lo sviluppo della vicenda si snoda tra le varie anime della metropoli, la quale compare come massimo comune denominatore in ogni momento del libro.  Il modus operandi di Crespo e della sua squadra, Orlando, Aloi e Costantino è dinamico, ricco di azione e la memoria mi va istintivamente ai film poliziotteschi dei mitici anni ’70, dove ci si inseguiva sulle strade delle nostre principali città a bordo di rombanti Alfa Romeo scambiandosi raffiche di mitra  lungo Corso Buenos Aires.

Un romanzo agile, piacevole, profondamente intriso di una milanesità affettuosa, a tratti nostalgica che solo chi vi è nato e cresciuto può saper evocare. Veltri è un autore volenteroso, che si sta sicuramente evolvendo e che crescendo saprà sicuramente regalare altre soddisfazioni.

Qui, come di consueto un link per l’acquisto

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Informazioni su Fabri

Lavoro per sfamarmi, scrivo per vivere. Dietro questo motto si presenta Fabrizio Borgio che nasce prematuramente nella città di Asti il 18 giugno 1968. Appassionato di cinema e letteratura, affina le sue passioni nell’adolescenza iniziando a scrivere racconti. Trascorre diversi anni nell’Esercito. Lasciata l’uniforme, bazzica gli ambienti artistici astigiani, segue stages di sceneggiatura con personalità del nostro cinema, tra cui Mario Monicelli, Giorgio Arlorio e Suso Cecchi d’Amico. Collabora proprio come sceneggiatore e soggettista assieme al regista astigiano Giuseppe Varlotta. La fantascienza, l’horror, il mistero, il fantastico “tout court”, gialli e noir sono i generi che maggiormente lo coinvolgono e interessano. Esordisce partecipando con un racconto breve al concorso letterario “Il nocciolino” di Chivasso e ricevendo il premio della giuria. Ha pubblicato Arcane le Colline nel 2006 e La Voce di Pietra nel 2007. Per Fratelli Frilli Editori pubblica nel 2011 Masche (terzo classificato al festival Lomellina In Giallo) e nel 2012 La morte mormora. Nel 2014 esce Vino rosso sangue, il primo noir che vede protagonista l’investigatore privato Giorgio Martinengo. Nei primi mesi del 2016 esordisce con la Acheron Books di Samuel Marolla e pubblicherà in formato elettronico e cartaceo il romanzo IL SETTIMINO, terza avventura dell'agente speciale del DIP Stefano Drago. Dal 2015 è membro della Horror Writers Association. Sposato, vive a Costigliole d'Asti sulle colline a cavallo tra Langhe e Monferrato con la sua famiglia e un gatto nero di nome Oberyn, dove oltre a guadagnarsi da vivere e scrivere i suoi romanzi, milita nella locale sezione della Croce rossa Italiana come soccorritore. Membro ONAV è anche assaggiatore di vino.

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