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Città di polvere, di Romano De Marco

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Sinossi dal sito della Feltrinelli:

“Mi chiamo Marco Tanzi. Sono un ex poliziotto, ex padre di famiglia, ex detenuto. Ho passato quasi otto anni in prigioni come questa. Credevo di essere uscito dall’incubo, ma eccomi di nuovo qui. Stavolta, però, ho una missione. Disperata, come al solito, e dalla quale dipendono parecchie vite. Sempre ammesso che prima riesca a salvare la mia.”

Un tempo Marco Tanzi era il miglior poliziotto di Milano. Poi la galera, gli anni da clochard, l’esilio volontario, fino alla riabilitazione e al ritorno. La sua vita ora scorre su binari tranquilli, finché non gli viene chiesto di collaborare a un’indagine non autorizzata. La sua missione: infiltrarsi nel peggior carcere d’Italia per ottenere informazioni da un contabile della malavita e infliggere così un duro colpo alla ’ndrangheta che controlla il traffico di cocaina a Milano. 
Tanzi accetta, nonostante il suo amico ed ex collega Luca Betti lo scongiuri di non farlo, temendo che possa nuovamente cedere ai suoi demoni interiori. Intanto una nuova organizzazione criminale ambisce a rimpiazzare la ’ndrangheta immettendo sul mercato la green inferno, una metanfetamina dai devastanti effetti collaterali. La guerra ha inizio con una sanguinosa rapina nel centro di Milano.
Fronteggiare l’escalation di folle violenza non è un compito facile. Tra fiumi di polvere bianca, tradimenti e giochi di potere, Marco, Luca e il nuovo capo della squadra antirapine Laura Damiani, anime tormentate in una città perduta, seguiranno la propria strada fino a quando il destino li riunirà in un finale carico di tensione. Dove niente sarà più come prima.

Bisogna conoscere a fondo il male per poterlo combattere.

Mentre spesso ci si affanna a etichettare i libri del panorama di genere nella narrativa italiana, il caso di Romano De Marco lascia addito a pochi dubbi. Nella sua narrazione scabra e priva di fronzoli si ritrova il ritmo frenetico e la velocità di svolgimento  che richiamano da un lato i duri hard boiled statunitensi, da Spillane ai più moderni MacBain fino a Terry Hayes. Dall’altro le reminescenze attualizzate di una scuola tutta italiana che percorre una parabola coerente:  da Scerbanenco alla galassia cinematografica dei “poliziotteschi” anni ’70. I suoi personaggi sono duri, sporchi e cattivi: il prodotto di un mondo violento e corrotto, del quale Milano ne diventa la capitale (a)morale. C’è il sangue, l’asfalto, la nebbia, la disperazione e un caleidoscopio di mondi e situazioni che si fondono e compenetrano in un eterogeneo paesaggio umano e sociale.

Tra ‘ndrangheta e super poliziotti venduti, neo-fascisti e funzionari integerrimi, la galleria dei personaggi di De Marco fornisce un quadro perfettamente equilibrato tra realismo sociale e personaggi narrati. Ritmo serrato, stile asciutto, essenziale, Città di Polvere si rivela una lettura concitata e coinvolgente. Un romanzo degno del successo che ha avuto e ancora sta vivendo.

 

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Informazioni su Fabri

Lavoro per sfamarmi, scrivo per vivere. Dietro questo motto si presenta Fabrizio Borgio che nasce prematuramente nella città di Asti il 18 giugno 1968. Appassionato di cinema e letteratura, affina le sue passioni nell’adolescenza iniziando a scrivere racconti. Trascorre diversi anni nell’Esercito. Lasciata l’uniforme, bazzica gli ambienti artistici astigiani, segue stages di sceneggiatura con personalità del nostro cinema, tra cui Mario Monicelli, Giorgio Arlorio e Suso Cecchi d’Amico. Collabora proprio come sceneggiatore e soggettista assieme al regista astigiano Giuseppe Varlotta. La fantascienza, l’horror, il mistero, il fantastico “tout court”, gialli e noir sono i generi che maggiormente lo coinvolgono e interessano. Esordisce partecipando con un racconto breve al concorso letterario “Il nocciolino” di Chivasso e ricevendo il premio della giuria. Ha pubblicato Arcane le Colline nel 2006 e La Voce di Pietra nel 2007. Per Fratelli Frilli Editori pubblica nel 2011 Masche (terzo classificato al festival Lomellina In Giallo) e nel 2012 La morte mormora. Nel 2014 esce Vino rosso sangue, il primo noir che vede protagonista l’investigatore privato Giorgio Martinengo. Nei primi mesi del 2016 esordisce con la Acheron Books di Samuel Marolla e pubblicherà in formato elettronico e cartaceo il romanzo IL SETTIMINO, terza avventura dell'agente speciale del DIP Stefano Drago. Dal 2015 è membro della Horror Writers Association. Sposato, vive a Costigliole d'Asti sulle colline a cavallo tra Langhe e Monferrato con la sua famiglia e un gatto nero di nome Oberyn, dove oltre a guadagnarsi da vivere e scrivere i suoi romanzi, milita nella locale sezione della Croce rossa Italiana come soccorritore. Membro ONAV è anche assaggiatore di vino.

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