Ragione da vendere di Enrico Pandiani

Sinossi: Parigi non è un posto tranquillo. E les italiens, i flic del commissario Pierre Mordenti, lo sanno bene. Ad alzare la temperatura, oltre alla canicola provvede il piombo dei fucili mitragliatori e così anche una placida notte di fine agosto può trasformarsi in bagarre. È quello che capita a Pierre e al collega Alain Servandoni, coinvolti per caso nell’assalto a mano armata a un furgone. Di colpo la quiete estiva va in frantumi e i “maledetti italiani” si trovano risucchiati in una caccia senza quartiere a una preziosa opera d’arte scomparsa nel nulla. Sono della partita anche un equivoco poliziotto inglese, uno spregiudicato ricettatore vietnamita e una femme fatale perfida e manipolatrice. In un inestricabile gioco di menzogne, tutti sono disposti a tutto pur di far valere le proprie ragioni e arraffare il tesoro. Mentre Mordenti cerca di preservare la relazione con Tristane Le Normand, figlia del gran capo della Crim, la ricerca dell’antico manufatto prende una piega inattesa, costringendo i cacciatori a rischiare quello a cui tengono di più.

Ritornano Les italiens, protagonisti dell’omonimo, inimitabile ciclo di polizieschi dell’autore torinese Enrico Pandiani ed è un ritorno di quelli che si saluta come il ritrovare un vecchio amico al quale si è particolarmente affezionati e non sempre si riesce a rivedere. È palese in questa ultima avventura del guasconesco Mordenti, l’evoluzione tematica che Pandiani testimonia libro dopo libro. Come ogni buon ciclo letterario, Mordenti cresce e matura nel tempo e ogni storia, oltre all’azione, all’indagine, all’ironia tutta francese che mi richiama la recitazione scanzonata di Bebèl*, si ritrova a fare i conti con la vita, l’amore e una famiglia allargata che gli risveglia un inconsueto spirito paterno. È la naturale evoluzione che si sta notando nella letteratura di genere nostrana, con l’elemento giallo o poliziesco e noir che si sfuma, si stempera e diventa uno scheletro sul quale tessere e costruire le più sfaccettate riflessioni sull’animo umano e sulla sempre più ambigua frontiera tra bene e male che delimita la società degli uomini. Oltre a questo, Ragione da vendere non rinuncia ai tratti caratteristici dei romanzi del ciclo: azione, ritmo sostenuto, suspence e un intreccio appassionante che sfocia perfino in un crossover con un altro personaggio dell’universo pandiano: Zara Bosdaves. Una lettura gradevole e appassionante, con nuova profondità. Si potrebbe parlare di maturità del personaggio anche se lo ritengo un vocabolo impreciso. Non c’è ancora la luce del crepuscolo in questo ultimo romanzo ma forse il primo dorato calore dell’autunno che si avvicina.

Enrico Pandiani (fonte Wikipedia)

Nato a Torino nel 1956, cura la parte infografica del quotidiano La Stampa.

Ha iniziato il suo apprendistato di narratore sceneggiando e scrivendo fumetti presso le riviste Il Mago e Orient Express.

Ha esordito nella narrativa nel 2009 con il romanzo Les italiens con il quale ha inaugurato la saga del commissario Jean Pierre Mordenti arrivata al settimo capitolo nel 2019 con Ragione da vendere.

Nel 2012 con La testa e la coda ha iniziato una nuova serie con protagonista questa volta l’ex ispettore di polizia Zara Bosdaves. Ragione da vendere è l’ultimo lavoro pubblicato.

*Bebèl, soprannome affettuoso dell’attore jean Paul Belmondo

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Les Italiens, di Enrico Pandiani

Sinossi dalla pagina Amazon del libro:

Una gragnuola di proiettili sparati attraverso la finestra devasta un ufficio della Brigata Criminale di Parigi straziando le persone che si trovano all’interno. Tre agenti e una donna rimangono sul pavimento in un lago di sangue. La squadra de «les italiens» viene decimata prima ancora di cominciare le indagini. Il commissario che la dirige, poliziotto disincantato e un po’ indolente, assieme ai suoi flic di origine italiana si trova ben presto coinvolto in una feroce caccia all’uomo. È costretto a fuggire attraverso una Parigi assolata braccato da un gruppo di sicari senza scrupoli che non si fermano davanti a nulla pur di eliminare lui e la bellissima pittrice transessuale che si trova tra i piedi. Suo malgrado, tra litigi e malumori, deve proteggere e salvare quella giovane donna piena di sorprese. Un viaggio infernale che li porta lentamente a scoprirsi spingendoli l’uno verso l’altra, cambiando la loro prospettiva e rimettendo in gioco le loro convinzioni

Una piccola nota di servizio prima di proseguire la lettura di questo post, se avete particolari idiosincrasie nei confronti della Francia e dei francesi, evitate. Qua si respirano baguette e croissant  appena sfornati e si bevono bourgogne e pastis.

Detto ciò, cominciamo col dire che Les Italiens è un romanzo trascinante. Enrico Pandiani imbastisce un piccolo capolavoro del genere, creando un adrenalinico e suggestivo Polar nel quale si respirano in una miscela leggera e suggestiva sparatorie e inseguimenti degni di un film di Besson. Dall’incipit folgorante del tiro al piccione a opera di un misterioso killer che decima la squadra de les italiens all’intreccio che si dipana secondo i più classici crismi della caccia all’uomo, Pandiani riesce a farci respirare una francesità palpabile, dove le luci, i colori e l’aria di Parigi sembrano entrare nelle nostre stanze come la brezza primaverile che dalla Senna soffia fino a noi. Il protagonista, il commissario Mordenti, richiama un’indolente e guascone Jean Paul Belmondo, testa calda dalla battuta ironica e sagace, molto vicina all’amara ironia che spesso si legge negli hard boiled di scuola americana; le donne che gli ruotano attorno sono tutte straordinariamente belle e affascinanti e le frequenti scene d’azione esplodono di violenza improvvisa e realistica. Pandiani è un appassionato di armi e lo si evince dall’efficacia con la quale inserisce particolari oplologici senza risultare eccessivamente didascalico o pedante. Una sparatoria di Pandiani puzza di cordite e lascia le orecchie fischianti.

E’ imminente la pubblicazione francese del romanzo, primo di una trilogia e sarà interessante vedere le reazioni e capire se la Francia di Pandiani è l’idea italiana della Francia e quindi un misto di percezioni esterne, romanticismo e stereotipi oppure sia riuscito a cogliere l’anima di un grande paese così vicino a noi e a volte insopportabilmente lontano.

Consigliatissimo.